2016 marzo

erp1
22 marzo 2016

L’etichetta energetica

Dal 26 settembre 2015 sono entrate in vigore le nuove direttive europee relative all’Ecodesign e l'etichettatura energetica dei prodotti per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, che dovrà accompagnare il prodotto per tutto l’arco della sua vita. Sulle nuove caldaie capiterà spesso di vedere la dicitura ERP, che vuol dire Energy Related Products e che identifica la classe energetica del prodotto. La nuova normativa ha introdotto dei nuovi requisiti minimi di efficienza e di limiti d’emissione per apparecchi per il riscaldamento e la produzione di sanitaria fino a 400 kW. Le categorie di prodotti rilevanti che rientrano in queste normative sono: • La Cat. 1 che include apparecchi per il riscaldamento degli ambienti; in particolare: apparecchi elettrici, a gas e a gasolio come caldaie, pompe di calore e cogeneratori. • La Cat. 2 che include apparecchi per la produzione di acqua calda sanitaria (ACS); in particolare scaldabagni elettrici, a gas e a gasolio, pompe di calore per acs, impianti solari ed accumulatori di acqua calda. Quando si effettuano installazioni in cui si combinano singoli generatori e altri componenti, come la termoregolazione, il sistema dovrà essere dotato di una sua etichettatura che esponga la classe energetica. Il responsabile individuato per il calcolo dell’etichetta di sistema è l’installatore. Questa novità danno al cliente la possibilità di scegliere un prodotto, non solo in relazione alle sue caratteristiche tecniche ed estetica ma anche in relazione alla sua classe energetica.


RISPARMIO ENERGETICO
9 marzo 2016

IL RISPARMIO ATTRAVERSO L’EFFICIENZA DELL’IMPIANTO

RISPARMIO ENERGETICO   L’obiettivo delle nuove normative in materia di installazioni generatori e controlli degli stessi, è quello di ridurre i consumi aumentando l’efficienza degli impianti, sfruttando al massimo la potenzialità del combustibile. I nostri impianti potranno essere dunque efficienti, solo se adeguatamente regolati e manutentati, proprio per questo è necessario che su ogni tipo di impianto, autonomo e centralizzato, venga effettuata almeno una manutenzione all’anno. Le operazioni di manutenzione ordinaria dell’impianto, devono essere effettuate da personale qualificato nel rispetto delle normative vigenti. Ma vediamo cosa prevede l’operazione di manutenzione ordinaria annuale:
  • Verifica di una regolare accensione e relativa combustione;
  • Verifica di assenza perdite di combustibile;
  • Pulizia di tutte le parti accessibili e smontaggio delle componenti principali di combustione;
  • Controllo della regolazione aria comburente e della pulizia del ventilatore;
  • Verifica dello stato delle componenti elettriche;
  • Verifica e pulizia del condotto di uscita fumi
  • Analisi di combustione che consente il controllo della temperatura e dei fumi che fuoriescono dal camino, poiché una temperatura eccessiva può essere sinonimo di incrostazioni interne che impediscono il normale flusso in uscita e si traducono in un abbassamento del valore del rendimento
  • Regolazione della combustione, necessaria al fine di evitare sprechi di energia, poiché una cattiva regolazione può provocare una cattiva combustione e soprattutto parziale, lasciando che le particelle di combustibile residue si depositino sulle superfici interne della caldaia e del camino, aumentando anche il livello di sostanze inquinanti immesse in ambiente.
Nei casi in cui al controllo dei fumi, si rilevi che il generatore ha un rendimento inferiore a quello previsto dalla normativa e la pulizia delle componenti interne non è sufficiente a riportare il rendimento sopra la soglia minima (causa eccessiva anzianità delle caldaia, totale mancanza di manutenzione negli anni precedenti o condizioni installative inadeguate) è necessario sostituire obbligatoriamente il generatore.


bonus mobili e caldaia
7 marzo 2016

SOSTITUZIONI CALDAIE E BONUS MOBILI

bonus mobili e caldaia 1

Con la circolare 3/E del 02/03/2016 dell’Agenzia delle Entrate, è stata chiarita la possibilità di usufruire del bonus mobili anche se si sostituisce la caldaia con la detrazione del 50%. Infatti al punto 1.5 D. della stessa circolare, si riporta quanto segue: “Le istruzioni ministeriali in merito alla possibilità di fruire della detrazione per l’arredo legate a lavori di ristrutturazione, specificano che “ulteriori interventi riconducibi alla manutenzione straordinaria sono quelli finalizzati al risparmio energetico volti all’utilizzo di fonti rinnovabili di energia e/o alla sostituzione di componenti essenziali degli impianti tecnologici.” In base a tale principio si ritiene che possano dare diritto all’agevolazione fiscale per l’acquisto dell’arredo, anche le sostituzioni delle caldaia per le quali si opta per la detrazione del 50%. Inoltre con la circolare n. 29/E del 2013, par. 3.2, è stato precisato che gli interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’art. 16 bis del TUIR, ammessi alla detrazione del 36 % (oggi al 50%), costituiscono presupposto per l’accesso al c.d. “bonus mobili” qualora si configurino quanto meno come interventi di “manutenzione straordinaria” ove eseguiti su singole unità immobiliari abitative. Pertanto se avete bisogno di sostituire una caldaia, sappiate che avete anche questa possibilità, ovvero sostituire mobili o elettrodomestici usufruendo del bonus sempre al 50%, sul sito delle agenzie delle Entrate potrete trovare la circolare completa.


4 marzo 2016

CALDAIE A CONDENSAZIONE – IL RISPARMIO GARANTITO E L’OBBLIGO DI LEGGE

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  La direttiva Europea 2005/32/CE soprannominata “Eco-Design“, entrata in vigore nell’agosto del 2005 e recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 201 del 6 novembre 2007, stabilisce quali debbano essere i requisiti tecnici, ai quali i produttori di dispositivi per il riscaldamento dovranno attenersi, già in fase di progettazione, per aumentare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale del prodotto. In seguito al recepimento di questa direttiva, da settembre 2015 è scattato l’obbligo di produzione di sole caldaie a condensazione e sono state introdotte le nuove etichettature energetiche sugli standard minimi di efficienza per le caldaie; in particolare è stata creata una nuova classificazione energetica da A++ a G per gli apparecchi per riscaldamento degli ambienti e da A a G per gli apparecchi per produzione di acqua calda sanitaria. Solo le caldaie a camera aperta, potranno continuare ad essere prodotte, per i casi limite in cui non è possibile installare una caldaia a condensazione, a causa della presenza di canne fumarie collettive in edifici multifamiliari. Sulla base di quanto recepito dal decreto, pertanto le nuove installazioni di caldaie dovranno orientarsi verso quelle a condensazione, dando quindi una nuova opportunità di risparmio anche al cliente, infatti i modelli di ultima generazione consentono non solo un risparmio energetico, favorendo la diminuzione delle emissioni di CO ma riducono anche i costi del combustibile utilizzato per produrre l’energia necessaria. Il risparmio nell’utilizzo di queste caldaie è ovviamente legato a diversi fattori, quali la temperatura di funzionamento dell’impianto e la temperatura dell’acqua dell’impianto idraulico, chiaramente più la temperatura è bassa e maggiore è il risparmio. Se la caldaia viene abbinata ad un impianto a pavimento, il risparmio si può orientativamente considerare attorno al 20-25% mentre abbinato a radiatori tradizionali, si può considerare attorno al 5-10%. E’ comunque consigliabile rivolgersi a dei professionisti per farsi consigliare al meglio sulle possibili e più idonee soluzioni, per risparmiare sui consumi e garantire il massimo confort.


3 marzo 2016

CONFORMITA’ DEGLI IMPIANTI

certificazione2 LA CONFORMITA’ DEGLI IMPIANTI Negli ultimi anni si sente molto parlare di conformità degli impianti ma alla fine per pochi è chiaro che cosa recita la normativa e quali sono gli adempimenti. Il decreto 37/08 ha introdotto l’obbligatorietà del  progetto e della dichiarazione di conformità per ogni tipo di lavoro sugli impianti di un edificio. La dichiarazione di conformità deve essere sempre rilasciata dall’impresa che effettua i lavori di installazione negli ambiti di applicazione del 37/08, ovvero su tutti gli impianti in tutti gli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze. Il progetto dell’impianto da parte di un professionista è richiesto nei seguenti casi: - utenze condominiali aventi potenza impegnata superiore a 6 kW (la potenza impegnata è quella contrattuale oppure, per i nuovi impianti, la potenza di progetto per la quale è dimensionato l’impianto;
  • unità abitative di superficie  superiore a 400 metri quadri oppure con potenza impegnata superiore a 6 kW;
  • unità immobiliari destinate ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o qualora la superficie superi 200 m² o quando le utenze sono alimentate a bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kW.
Il progetto è sempre obbligatorio, ma la differenza è che in alcuni casi (installazioni semplici come ad esempio la sostituzione di una caldaia) può essere firmato dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice. Quindi fate attenzione, non affidatevi ad installatori “Fai da te”, solo le aziende qualificate possono effettuare dei lavori a regola d’arte e rilasciare la regolare dichiarazione di conformità, che oltre a garantire la conformità e sicurezza del lavoro eseguito, che vi consente inoltre di essere in regola con la documentazione a corredo dell’edificio, necessaria peraltro per poter affittare o vendere un locale. Tutt’oggi, durante le nostre manutenzioni giornaliere, rileviamo molti impianti sprovvisti di dichiarazione di conformità e con diverse anomalie, in alcune situazioni anche gravi e pericolose.  


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